Torino, tornano in strada 30 biciclette abbandonate, rimesse a nuovo da persone disabili

Donate alla Pastorale Migranti e al Sermig le prime bici riparate del progetto "BiciclAbile", ideato dalle cooperative "Agridea" e "Stranidea" in sinergia con l'Assessorato alle Politiche sociali della Città 

Parole chiave: biciclette (1), politiche sociali (1), disabili (20), Torino (730), migranti (82)
Torino, tornano in strada 30 biciclette abbandonate, rimesse a nuovo da persone disabili

Adam e Ibrahim da oggi possono spostarsi a Torino in bicicletta. Sono due ragazzi della Costa d’Avorio giunti in Italia sui barconi sei mesi fa e accompagnati dalla Pastorale Migranti della diocesi subalpina. Le loro sono due ruote speciali.

Fanno parte di una trentina di biciclette abbandonate, parcheggiate al magazzino della Polizia municipale di via Druento a Torino, destinate dunque alla discarica e che da oggi sono pronte a tornare in strada.

Si tratta del progetto «BiciclAbile», pensato dalle cooperative sociali «Agridea» e «Stranidea» in sinergia con l’assessorato alle Politiche sociali della Città, che offre a persone diversamente abili l’opportunità di lavorare alla riparazione delle due ruote in modo che possano essere riutilizzate.

Due tecnici volontari della bottega artigiana «La Bici» di via Benevento 6 e dell’annessa officina di riparazione hanno messo a disposizione la loro attrezzatura, il loto tempo e le proprie competenze per insegnare ai ragazzi disabili a riassestare i veicoli ecologici.

Due persone disabili che frequentano i progetti delle due cooperative due pomeriggi a settimana si mettono dunque al lavoro in officina.

Una volta rimesse a posto una parte delle biciclette viene destinata ad associazioni di volontariato per essere impiegate in attività di reinserimento di persone in difficoltà, in particolare alla Pastorale Migranti e al Sermig e ai servizi sociali, e un’altra parte viene venduta a prezzi calmierati per rientrare delle spese vive dei materiali usati per gli interventi riparativi e di recupero.  

«Per noi», ha commentato don Claudio Curcetti, della Pastorale Migranti, «queste bici sono un bene preziosissimo. Ai ragazzi e alle persone che accogliamo sono fondamentali per agevolare gli spostamenti in città non potendo avere a disposizione automobili».

«Il progetto», ha sottolineato Sonia Schellino, assessore comunale alle Politiche sociali nel presentare l’iniziativa, «testimonia come attraverso un lavoro di rete con le associazioni del territorio sia possibile trasformare i problemi e ciò che può essere considerato uno ‘scarto’, in opportunità e risorsa. L’iniziativa in particolare consente di coinvolgere ragazzi con disabilità che con le loro mani danno vita ad un progetto innovativo da molteplici punti di vista».

stefano.dilullo@vocetempo.it 

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