Hui Ling a Torino, la voce di un'altra Cina

A Torino presso la Piazza dei Mestieri si è esibito per la prima volta fuori dalla Cina e in Occidente il gruppo Hui Ling, i cui protagonisti sono persone con disabilità. Lo spettacolo è stato autorizzato dalla Repubblica popolare cinese

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Hui Ling a Torino, la voce di un'altra Cina

TORINO- È una «prima» assoluta, quella del gruppo Huiling. Prima volta fuori dalla Cina, prima volta in Occidente, prima volta in cui dalla Repubblica popolare è venuto il «sì» alla presentazione di uno spettacolo i cui protagonisti sono persone con diversa abilità, fisica e mentale. Il gruppo teatrale ha presentato il proprio lavoro venerdì 13 a Torino, nel salone polifunzionale della «Piazza dei mestieri», e in questi giorni prosegue il viaggio in Italia con tappe a Como, Venezia, Assisi per partecipare poi, a Giulianova dal 18 al 20 maggio a «Art that cares», il meeting internazionale di espressione artistica che riunisce gruppi e persone con varie disabilità.

Lo spettacolo si intitola «La vita è un dono», ed è un collage di riflessioni, dialoghi, musiche, performances; in scena ci sono una trentina di «attori» portatori di disabilità psichiche o fisiche. Il senso dello spettacolo si ritrova nel «coro degli angeli» con cui si apre la rappresentazione: «Qui, non ci sono angeli che piangono, / ma qui, c’è l’affascinate Venere che ti sorride. Qui, non c’è senso di smarrimento e di fallimento, / ma qui, c’è la forza di andare avanti. / Qui, non c’è l’illusione di un miraggio, / ma qui, c’è la speranza dei sogni! / Qui, c’è la casa che ti ospita, Hui Ling!».

La comitiva è di circa 60 persone, 32 dalla Cina e 28 da Hong Kong. Con loro i missionari del Pime, e in particolare padre Fernando Cagnin, che da un ventennio segue le attività dell’associazione. Da Hong Kong padre Cagnin venne chiamato dal governo di Pechino a Canton proprio per organizzare progetti di inclusione sociale e aiuto ai disabili.

Hui Ling è una realtà d’avanguardia per la Cina. Mentre in Occidente esperienze come le Paralimpiadi o le rassegne artistiche mirate a raccontare il disagio sono cosa comune, nella Repubblica popolare questo tipo di attenzione è estremamente recente: prevale, per vari motivi prevale, nel «Regno di Mezzo», la mentalità del «nascondere», e del dare priorità allo sviluppo economico e industriale lasciando da parte le persone più deboli. Si deve a una donna, Teresa Meng Weina, l’iniziativa di avviare questo cammino, che oggi coinvolge 1.500 disabili provenienti da 24 grandi città della Cina. Tutto comincia a Canton: «Quando si compiono 30 anni, in Cina bisogna fare un bilancio della propria vita, e decidere come realizzarsi – racconta Teresa – Nel 1997, al mio compleanno, io ho conosciuto l’esperienza di Madre Teresa di Calcutta, e ho capito che dovevo costruire, nel mio Paese, qualcosa che andasse in aiuto proprio alle persone che nessuno considera».

Diventata cristiana, battezzata col nome di Teresa, la signora Weng ha cominciato a incontrare e raccogliere i genitori di ragazzi disabili e ad avviare con loro iniziative di solidarietà: come in tutto il mondo la grande domanda di queste famiglie riguarda il «dopo». Dopo la mia morte, che sarà di mio figlio? Ecco allora l’avvio di progetti mirati. Attualmente Hui Ling dispone di servizi per la scuola materna ed elementare per bambini con ritardo mentale; laboratori protetti di lavoro; centri residenziali per adulti, una comunità agricola, un panificio, una casa famiglia. E, naturalmente, un atelier per istruire nella pittura, danza, spettacolo. «Attualmente – dice ancora Teresa – i contributi del governo coprono circa il 22% delle nostre spese. Quando abbiamo cominciato, 25 anni fa, erano lo 0,7%». Anche per il viaggio in Occidente i partecipanti hanno messo di tasca propria quanto potevano – il resto è venuto da donazioni e contributi straordinari.

In Cina il gruppo di Hui Ling organizza da anni tournée in varie città, e gli artisti hanno via via affinato tecniche e capacità espressive. Il loro spettacolo vuole raccontare non solo i problemi ma le speranze di queste persone, e rilanciare questo messaggio di speranza. Ma Hui Ling è soprattutto un’esperienza di integrazione sociale, di «inclusione»: i disabili hanno un lavoro, vogliono rendersi responsabili del proprio mantenimento, partecipano all’organizzazione della vita comunitaria.

La presenza dei missionari del Pime rappresenta un sostegno importante, anche per la rete di relazioni che passa attraverso la casa di Hong Kong. Padre Cagnin e il suo confratello padre Domenico Rega hanno organizzato la visita cercando i necessari contatti in Italia, a cominciare dall’ospitalità di «Piazza dei mestieri», l’associazione collegata alla Compagnia delle Opere che a Torino ha realizzato importanti iniziative di formazione professionale per i giovani che più rischiano l’esclusione.

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