L'Italia ha bisogno di nuovi Pier Giorgio Frassati
Nell’anno dedicato dal beato una riflessione sull’impegno sociale del giovane torinese

Il Beato Pier Giorgio Frassati è ricordato nel cuore di molti per il suo temperamento pieno di vita e allegria, uomo di straordinario, capace di affrontare ogni difficoltà con serenità e sicurezza, vicino ai poveri e ai diseredati. Pier Giorgio Frassati è stato però anche un coraggioso popolare democratico, di idee quanto mai attuali, figura di rilievo nella lotta senza paura contro il fascismo.
Aderì al Partito Popolare Italiano, fondò un giornale: “Pensiero Popolare” e prese parte al gruppo degli “Amici del Pensiero Popolare”. Il segreto? Era un giovane di fede profonda, la sua fede era la sua vera vita. La sua forza era la certezza che lavorando in terra per il Bene avrebbe ottenuto una vita migliore nell’al di là. Egli anche in politica si pose prima di tutto come cattolico; il suo motto: “vita nella gioia”. Oggi come già agli inizi del Novecento c’è la necessità di una politica che sia, come riassumeva perfettamente il beato Frassati, operosa, radicata in un’identità chiara, evidente, aperta al confronto, ma non disponibile a contaminazioni al ribasso destinate a nascondere normalmente cedimenti ideali al quieto vivere, al calcolo elettoralistico, alle rendite di posizione.
Egli era fermamente convinto che non si potesse far politica senza ricordarsi del coraggio di essere se stessi. Dio infatti professava la sua fede apertamente, doveva essere una milizia, una maschera da indossare in faccia al mondo; sul suo esempio anche noi suoi fedeli ci mettiamo al servizio della comunità nel pieno delle nostre forze, senza “vivacchiare” mai. Per citare Papa Francesco: “Andate controcorrente”. Il beato Pier Giorgio non ha avuto paura di sfidare i fascisti salendo fino a Bardonecchia per salutare l’amico giornalista Giuseppe Donati, mandato in esilio in Francia per il suo antifascismo, e non ha mai negato di sentirsi alternativo ai cattolici conservatori.
L’Italia ha bisogno di giovani come Pier Giorgio, che non abbiano deciso di andare in pensione a 20 anni, che si sentano parte di un Paese che chiede il loro aiuto, nell’autenticità di essere sempre se stessi, e nella modestia di affidarsi a Colui che ci sostiene sempre come protagonisti indispensabili del Suo grandioso progetto del quale Pier Giorgio è stato emblema: vivere.
Attualità
archivio notizie
La biblioteca personale di Carlo Donat-Cattin
La riunificazione di migliaia di volumi per continuare a studiare, vita, pensiero e azione politica del leader democratico cristiano in vista del centenario della nascita
Meditazione sul Crocifisso
La riflessione dello psichiatra e psicoterapeuta per il Venerdì Santo 2016. Perchè interrogarsi fino in fondo
Chiesa e mass media, un'alleanza necessaria
Parte il Master di Giornalismo voluto da mons. Nosiglia per operatori pastorali e della comunicazione