Psicofantascienza in sala

EX MACHINA  (Gran Bretagna, 2015)

Regia: Alex Garland

con Alicia Wikander, Sonoya Mizuno, Domhnall Gleeson.

Parole chiave: fantascienza (2), film (67), gran bretagna (7), recensione (32)
Psicofantascienza in sala

 

“Ex Machina”, scritto e diretto da Alex Garland, è un film di livello, ben fatto, ben interpretato, con un'ottima fotografia, costato 15 milioni di dollari. Le riprese si sono svolte tra luglio e settembre 2013 nei Pinewood Studios di Londra e in Norvegia, con panorami affascinanti tra Valldal e il fiordo Sognefjord.

Psicofantascienza secondo molti, il film è complesso e, per svariati particolari, sembra oppresso dall'ombra di Frankenstein, se non addirittura da quella del Golem. Tuttavia, mettendo in un canto queste reminiscenze del passato, parrebbe evidente un messaggio inquietante che, in sintesi, suona come un grido d'allarme: attenzione gente, il potere delle macchine è in arrivo, computer, intelligenze artificiali sempre più evolute avranno la supremazia sul genere umano, renderanno schiavi o elimineranno i loro creatori. Il che, la fantascienza insegna, è un tema tutt'altro che nuovo. Dunque allo spettatore timoroso non resta che mettersi il cuore in pace, nella speranza che la funesta profezia non si avveri. Comunque è un bel film che ci racconta del giovane Caleb, informatico bravissimo, invitato a passare una settimana nel segretissimo centro di ricerche e abitazione di Nathan, genio informatico inventore, quando aveva solo 13 anni, in quel tempo da venire, del motore di ricerca Blue Book e, ovviamente, ricchissimo industriale.

Caleb è stato chiamato per testare Ava, l'intelligenza artificiale di ultima generazione, la più evoluta di tutte le altre progettate e costruite da Nathan, robot solo e sempre femminili. Caleb è sensibile e si innamora di Ava, protagonista assoluta, androide dai sentimenti umani, che mascherano altro. Infine si potrebbe notare che Caleb e Nathan sono poco umani, sono uomini che non si rapportano con donne reali, non possono o non vogliono farlo. Un film misogino? Al pubblico la sentenza, sperando non sia composto da androidi.

                                                                                                          

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