Papa Francesco: la via della santità è difficile, ma chi la percorre trova la felicità

"La via della santità è la stessa via della felicità. E’ la via che ha percorso Gesù, anzi, è Lui stesso questa Via: chi cammina con Lui e passa attraverso di Lui entra nella vita, nella vita eterna". Queste le parole pronunciate da Papa Francesco durante l'omelia della Santa Messa celebrata al Cimitero del Verano

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Papa Francesco: la via della santità è difficile, ma chi la percorre trova la felicità

Un messaggio di speranza e di incoraggiamento, quello rivolto ai fedeli da Papa Francesco nel giorno di Ognissanti: “Chiediamo al Signore la grazia di essere persone semplici e umili, la grazia di saper piangere, la grazia di essere miti, la grazia di lavorare per la giustizia e la pace, e soprattutto la grazia di lasciarci perdonare da Dio per diventare strumenti della sua misericordia. Così hanno fatto i Santi, che ci hanno preceduto nella patria celeste. Essi ci accompagnano nel nostro pellegrinaggio terreno e ci incoraggiano ad andare avanti”.

Papa Francesco ha commentato il brano del Vangelo di Matteo con le Beatitudini (cfr Mt 5,1-12): “La parola del Signore risorto e vivo indica anche a noi, oggi, la strada per raggiungere la vera beatitudine, la strada che conduce al Cielo”. È un cammino difficile da comprendere perché va controcorrente, ma il Signore ci dice che “chi che va per questa strada è felice, prima o poi diventa felice”.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli

“Possiamo domandarci - ha osservato Papa Francesco - come può essere felice una persona povera di cuore, il cui unico tesoro è il Regno dei cieli. Ma la ragione è proprio questa: che avendo il cuore spogliato e libero da tante cose mondane, questa persona è attesa nel Regno dei Cieli”.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati

Il Papa ha poi rivolto ai fedeli questa domanda: “Come possono essere felici quelli che piangono?”. Chi nella vita non ha mai provato la tristezza, l’angustia, il dolore, non conoscerà mai la forza della consolazione. Felici invece possono essere quanti hanno la capacità di commuoversi, la capacità di sentire nel cuore il dolore che c’è nella loro vita e nella vita degli altri. “Questi saranno felici! Perché la tenera mano di Dio Padre li consolerà e li accarezzerà”.

Beati i miti

“Noi al contrario quante volte siamo impazienti, nervosi, sempre pronti a lamentarci! Verso gli altri abbiamo tante pretese, ma quando toccano noi, reagiamo alzando la voce, come se fossimo i padroni del mondo, mentre in realtà siamo tutti figli di Dio”. Pensiamo piuttosto a quelle mamme e quei papà che sono tanto pazienti con i figli, che “li fanno impazzire”. Questa è la strada del Signore: la strada della mitezza e della pazienza. Gesù ha percorso questa via: da piccolo ha sopportato la persecuzione e l’esilio; e poi, da adulto, le calunnie, i tranelli, le false accuse in tribunale; e tutto ha sopportato con mitezza. Ha sopportato per amore nostro persino la croce.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati

“Sì - ha osservato Papa Francesco - coloro che hanno un forte senso della giustizia, e non solo verso gli altri, ma prima di tutto verso sé stessi, questi saranno saziati, perché sono pronti ad accogliere la giustizia più grande, quella che solo Dio può dare”.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia

Felici quelli che sanno perdonare, che hanno misericordia per gli altri, che non giudicano tutto e tutti, ma cercano di mettersi nei panni degli altri. Il perdono è la cosa di cui tutti abbiamo bisogno, nessuno escluso. “Per questo - ha detto il Papa - all’inizio della Messa ci riconosciamo per quello che siamo, cioè peccatori. Tutti. E non è un modo di dire, una formalità: è un atto di verità. «Signore, eccomi qua, abbi pietà di me». E se sappiamo dare agli altri il perdono che chiediamo per noi, siamo beati. Come diciamo nel Padre nostro: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori»”.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio

Per illustrare quest’ultima beatitudine Papa Francesco ci ha fatto riflettere con una serie di domande sulla felicità: “Guardiamo la faccia di quelli che vanno in giro a seminare zizzania: sono felici? Quelli che cercano sempre le occasioni per imbrogliare, per approfittare degli altri, sono felici? No, non possono essere felici”. Invece quelli che ogni giorno, con pazienza, cercano di seminare pace, sono artigiani di pace, di riconciliazione, questi sì sono beati, perché sono veri figli del nostro Padre del Cielo, che semina sempre e solo pace, al punto che ha mandato nel mondo il suo Figlio come seme di pace per l’umanità.

 

Prima di celebrare la Santa Messa, Papa Francesco ha incontrato il nuovo commissario Francesco Paolo Tronca, poi si è raccolto alcuni istanti davanti ad una tomba, sulla quale ha deposto una rosa bianca, in omaggio alla memoria di tutti i defunti della diocesi di Roma.

 

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