Il Pontefice: dolore e preghiera per le stragi nel mediterraneo con la morte di donne e uomini migranti

L'immane tragedia nel mediterraneo la preghiera e l'appello del Pontefice, mons. Perego direttore della Fondazione Migrantes

Parole chiave: strage (33), immigrati (10), mediterraneo (9)
Il Pontefice: dolore e preghiera per le stragi nel mediterraneo con la morte di donne e uomini migranti

Inizia l’ostensione della Sindone: «Anch’io, a Dio piacendo, mi recherò a venerarla il 21 giugno. Auspico che questo atto di venerazione ci aiuti tutti a trovare in Gesù Cristo il Volto misericordioso di Dio, e a riconoscerlo nei volti dei fratelli, specialmente i più sofferenti» nell’ora in cui nelle acque del Mediterraneo si consuma la più grande tragedia: «Un barcone carico di migranti si è capovolto a 60 miglia dalla costa libica e si teme vi siano centinaia di vittime. Esprimo il mio più sentito dolore di fronte a una tale tragedia e assicuro per gli scomparsi e le loro famiglie il mio ricordo e la mia preghiera. Rivolgo un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi. Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore. Cercavano la felicità».

Su piazza San Pietro domenica 19 aprile scende il silenzio della preghiera. Il  peschereccio, proveniente dall’Egitto, con a bordo 700 migranti si é capovolto nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile nel Canale di Sicilia a 60 miglia a nord della Libia. Un mercantile dirottato nella zona ha recuperato 28 superstiti. È la più grave strage di immigrati nel Mediterraneo. Decine i corpi avvistati in mare, decine i mezzi impegnati nei soccorsi. L’equipaggio del mercantile portoghese «King Jacob», giunto in prossimità del mezzo in difficoltà, ha visto il peschereccio capovolgersi dopo che tutte gli immigrati si sono spostati su un lato alla vista dei soccorsi. Nella zona sono stati dirottati numerosi mezzi delle autorità marittime italiane e maltesi.

L’Acmur torna a chiedere una «Mare Nostrum europea». Il premier Italiano Matteo Renzi convoca un consiglio dei ministri straordinario. Il commissario europeo per l'immigrazione Avramopoulos annuncia  una visita a Roma. Il presidente francese François Hollande, dopo un colloquio telefonico con Renzi, dice che l’Unione Europea deve agire d’urgenza rafforzando il numero di navi nell'«operazione Triton».

Mons. Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana spiega: «Ai 950 morti dall’inizio dell’anno si aggiungono questi numerosi morti che ripropongono immediatamente e assolutamente di ripensare all’operazione europea "Mare Nostrum" che possa veramente diventare un canale umanitario per salvare la vita di tante persone in fuga. Questa tragedia ripropone la necessità – il Papa e Mattarella nell’incontro di sabato 18 aprile lo hanno ricordato – di una azione internazionale di pace, che possa portare stabilità nel Nord Africa, in Palestina, in Siria e nel Corno d’Africa. Un’operazione internazionale di politica e di pace che sia affiancata a un "Piano Marshall" di cooperazione e di sviluppo. Non ci si può fermare a un’”Operazione Triton”, che abbiamo subito considerato insufficiente a salvare le persone in mare, occorre fare uno sforzo unitario in Europa, per un’operazione che abbia le stesse caratteristiche di "Mare Nostrum" e non sia un semplice controllo di frontiere, ma diventi un presidio umanitario del Mediterraneo, che possa salvaguardare la vita delle persone. Lo sforzo dell’Europa deve essere importante e di tutti i Paesi europei, compresa l’Italia e tutte le regioni italiane, impegnate in questo sforzo importante. Non si può parlare di conti e di economia e non guardare anzitutto alla salvaguardia della vita delle persone».

Fortissimo è l’appello di Papa Francesco al «Regina coeli» di domenica 19 aprile. Ricorda mons. Perego: «Papa Francesco sin da quando, due anni fa, si è recato a Lampedusa ha avuto sempre questo tema molto chiaro e lucidamente aveva già tracciato la via che andava seguita per cercare di gestire in maniera umana, dignitosa e cristiana questo fenomeno. Purtroppo le sue parole sono rimaste inascoltate.La Caritascontinua a essere in prima linea sul fronte dell’accoglienza. La situazione è preoccupante perché chiaramente i flussi aumentano. Non sono semplici profughi ma naufraghi, gente che ha visto la morte».

La voce di Francesco si incrina per la commozione. Appena eletto il Pontefice scelse l’isola di Lampedusa per il suo primo viaggio apostolico torna in Italia

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