Francesco e gli auguri al cardinale Angelo Sodano

Nel giorno del novantesimo anniversario del già Segretario di Stato Vaticano

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Francesco e gli auguri al cardinale Angelo Sodano

Nel cardinale Angelo Sodano si vede «la testimonianza di un uomo che ha fatto tanto per la Chiesa, in situazioni diverse, con gioia e con lacrime», ma la testimonianza più grande è quella di un uomo «ecclesialmente disciplinato». Papa Francesco ringrazia il cardinale astigiano, decano del Collegio cardinalizio e segretario di Stato emerito, che il 23 novembre ha compiuto 90 anni: «La sua è una testimonianza che fa bene a tutti». Il cardinale ringrazia il Signore per i doni ricevuti «soprattutto per il sacerdozio». 

Angelo Sodano è una gloria della Chiesa astigiana e subalpina. Nasce a Isola d'Asti il 23 novembre 1927. Racconta: «Fra i ricordi della mia infanzia, mi rimane sempre impressa la scena di mio padre e di mia madre, che dalle finestre di casa, in qualche tormentata sera d'estate, assistevano a improvvise grandinate che in breve tempo distruggevano il raccolto, frutto di tanti sudori e sacrifici. In quei momenti di sgomento papà e mamma pregavano e, di fronte ai disastri creati dalla tempesta, esclamavano come il profeta Giobbe: “Dio ha dato, Dio ha tolto. Sia benedetta in tutto la volontà di Dio”».

Studia nel Seminario di Asti e a Roma si laurea in Teologia all’Università Gregoriana e in Diritto canonico alla Lateranense. Prete nel 1950, è viceparroco, assistente della Fuci, insegnante di dogmatica in Seminario. Nel 1959 è chiamato al servizio della Santa Sede nelle nunziature dell’America latina. Nel 1977 Paolo VI lo nomina nunzio in Cile dove rimane dieci anni. Una situazione complessa: dal 1973 il Paese vive sotto il tallone della dittatura militar-fascista del generale Augusto Pinochet, che ha defenestrato il marxista Salvador Allende, presidente legittimamente eletto; episcopato e clero sono divisi; la Chiesa attraversa anni travagliati.  

Sul finire del 1978 Argentina e Cile sfiorano lo scontro armato per una controversia di confine sul Canale di Beagle nella zona australe. La zona non è sconosciuta al nunzio Sodano, sia perché in precedenza aveva lavorato nella nunziatura di Santiago e sia perché nell’Ottocento vi aveva vissuto l’epopea missionaria «el capitan bueno, el gran padre de los Indios», il salesiano Giuseppe Fagnano, primo vescovo nella Patagonia meridionale e nella Terra del Fuoco: astigiano nativo di Rocchetta Tanaro, dove era parroco don Pietro Sodano, zio di Angelo.

Uno dei primi compiti del nunzio è cooperare alla mediazione vaticana condotta dal l card. Antonio Samorè, missione irta di difficoltà che impegna le nunziature di Santiago e di Buenos Aires in un lavorìo paziente che dura cinque anni. La mediazione scongiura la guerra ed è coronata da successo con la firma del trattato di pace e collaborazione tra Argentina e Cile il 29 novembre 1984 in Vaticano.

Sodano e l'episcopato cileno organizzano la visita papale in Cile nell’aprile 1987. Nella otto tappe Papa Wojtyla ripete: «El amor es más fuerte». La visita accende  speranze e fermenti nella popolazione ma è strumentalizzata dal dittatore Pinochet.

Nel 1988 Giovanni Paolo II richiama Sodano a Roma come segretario degli Affari pubblici (oggi Rapporti con gli Stati) e il 29 giugno 1991 lo fa cardinale e segretario di Stato. Papa Wojtyla il 1° dicembre 1990 accetta le dimissioni da segretario di Stato, cardinale Agostino Casaroli, uno dei più grandi diplomatici vaticani, e sceglie Sodano come suo primo collaboratore: «Le doti di intelletto e di cuore, la comprovata saggezza nella valutazione delle umane vicende, la viva sensibilità per le finalità pastorali della Chiesa nel mondo, la vasta esperienza accumulata nel servizio alla Santa Sede la rendono idoneo al nuovo e grave ufficio, che associa chi lo esercita alle quotidiane sollecitudini del successore di Pietro».

Dopo aver ricevuto la berretta cardinalizia il 29 giugno 1991 – fra i 23 porporati ci sono Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Cei, e Giovanni Saldarini,  arcivescovo di Torino – l’astigiano Sodano promette: «A nome dei nuovi cardinali dico a Vostra Santità il "sì" chiaro, sincero e convinto della più profonda fedeltà e della più completa disponibilità e un "no" deciso, netto e categorico a tutto ciò che sappia di interesse, vanità e gloria umana. Sotto la porpora cercheremo di mantenere un cuore sacerdotale, mite e umile come il cuore di Cristo».

Come segretario di Stato Sodano accompagna Giovanni Paolo II in 54 viaggi fuori Italia. Si interessa alla Pontificia Commissione per la Russia. Conclude più di 30 accordi con gli Stati e i Paesi con relazioni diplomatiche con la Santa Sede diventano 174. Wojtyla non si priva della collaborazione di tre cardinali: Sodano segretario di Stato, Joseph Ratzinger prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e Ruini vicario di Roma e presidente Cei. Anche Benedetto XVI lo mantiene segretario di Stato fino al 2006. Papa Francesco lo nomina membro dei due Sinodi sulla famiglia del 2014 e 2015.

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