Bergoglio al Regina Coeli: punire severamente chi abusa dei minori

 Papa Francesco saluta l’Associazione Meter. Il nuovo appello per la Siria e gli auguri per la Pasqua alle Chiese d’oriente.

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Al Regina Coeli Papa Francesco saluta l’Associazione Meter. Il nuovo appello per la Siria e gli auguri per la Pasqua alle Chiese d’oriente.

“Questa è una tragedia! Non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori! Dobbiamo difendere i minori e dobbiamo punire severamente gli abusatori”. Il volto di Papa Francesco è teso e il tono della sua voce è molto severo; ogni parola viene scandita con determinazione. Affacciato alla finestra dell’Angelus, saluta così i rappresentanti dell’Associazione Meter, da tanti anni in prima linea nella lotta alla pedofilia: “Grazie per il vostro impegno e continuate con coraggio in questo lavoro!”.

Il nuovo appello per la Siria

Poco prima il Papa aveva lanciato un nuovo appello: “Ricevo con profondo dolore le drammatiche notizie provenienti dalla Siria”. La sua preoccupazione è rivolta soprattutto alla città di Aleppo, dove: “la spirale di violenza continua a mietere vittime innocenti, perfino fra i bambini, i malati e coloro che con grande sacrificio sono impegnati a prestare aiuto al prossimo”.

“Esorto - ha proseguito Francesco - tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare la cessazione delle ostilità e a rafforzare il dialogo in corso, unica strada che conduce alla pace”.

 

 

La promessa dello Spirito Santo

Il Vangelo di oggi ci riporta al Cenacolo. Durante l’Ultima Cena, prima di affrontare la passione e la morte sulla croce, Gesù promette agli Apostoli il dono dello Spirito Santo: “Il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). Insegnare e ricordare. E questo è quello che fa lo Spirito Santo nei nostri cuori.

Gli Apostoli non rimarranno soli: sarà con loro lo Spirito Santo, il Paraclito, che si porrà accanto ad essi, anzi, sarà in essi, per difenderli e sostenerli. Lo Spirito farà ricordare gli insegnamenti di Gesù nelle diverse circostanze concrete della vita, per poterli mettere in pratica.

La preghiera allo Spirito Santo

Il Papa ci suggerisce spesso di leggere ogni giorno un passo del Vangelo. Oggi ci ha consigliato di rivolgere anche una preghiera allo Spirito Santo: “Che io capisca e che io ricordi queste parole di Gesù”. E poi “leggere il passo, tutti i giorni”… Ma prima “quella preghiera allo Spirito, che è nel nostro cuore: Che io ricordi e che io capisca”.

Noi non siamo soli

“Gesù è vicino a noi, in mezzo a noi, dentro di noi!”. La sua nuova presenza nella storia avviene mediante il dono dello Spirito Santo, per mezzo del quale è possibile instaurare un rapporto vivo con Lui, il Crocifisso Risorto. Lo Spirito, effuso in noi con i sacramenti del Battesimo e della Cresima, agisce nella nostra vita: “Lui ci guida nel modo di pensare, di agire, di distinguere che cosa è bene e che cosa è male; ci aiuta a praticare la carità di Gesù, il suo donarsi agli altri, specialmente ai più bisognosi”.

“Non siamo soli! - Ha esclamato Papa Francesco - il segno della presenza dello Spirito Santo è anche la pace che Gesù dona ai suoi discepoli: Vi do la mia pace (v. 27)”. Essa è diversa da quella che gli uomini si augurano o tentano di realizzare. “La pace di Gesù sgorga dalla vittoria sul peccato, sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli”. E’ dono di Dio e segno della sua presenza.

Ogni discepolo, chiamato oggi a seguire Gesù portando la croce, riceve in sé la pace del Crocifisso Risorto “nella certezza della sua vittoria e nell’attesa della sua venuta definitiva”.

 

 

La Pasqua nelle Chiese d’Oriente

Dopo il Regina Coeli il Santo Padre ha rivolto “un cordiale pensiero ai nostri fratelli delle Chiese d’Oriente che celebrano quest’oggi la Pasqua. Il Signore risorto rechi a tutti i doni della sua luce e della sua pace. Christos anesti!”.

L’attenzione all’ambiente

Si aprirà domani a Roma la Conferenza Internazionale sul tema “Lo sviluppo sostenibile e le forme più vulnerabili di lavoro”. Il Papa ha auspicato che l’evento “possa sensibilizzare le autorità, le istituzioni politiche ed economiche e la società civile, affinché si promuova un modello di sviluppo che tenga conto della dignità umana, nel pieno rispetto delle normative sul lavoro e sull’ambiente”.

Infine il consueto saluto: “A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”

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