Turismo a servizio della casa comune, il messaggio dei Vescovi per la Giornata del Ringraziamento

Domenica 12 novembre la Chiesa italiana celebra la 67ª giornata nazionale del Ringraziamento - il messaggio della Cei sul tema "Terra, realtà da custodire"

Turismo a servizio della casa comune, il messaggio dei Vescovi per la Giornata del Ringraziamento

La bellezza dei territori italiani «è capace di offrire esperienze di meditazione e ricreazione nel contatto con la natura che possono alimentarsi in quella sapiente cultura dell’accoglienza e quell’attenzione per la qualità delle relazioni umane e sociali che costituiscono caratteristiche riconosciute al nostro Paese». 

Lo scrivono i vescovi della commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, la custodia del creato, nel messaggio per la 67ª Giornata del ringraziamento sul tema «Terra realtà da custodire» che si celebra domenica 12 novembre 2017. Promuovere forme di turismo strettamente collegate alla terra e al mondo agricolo «permette positive sinergie tra il lavoro di coltivazione e quello legato all’ospitalità, come tra questi due e la sostenibilità. Coltura e cultura si intrecciano così in forme spesso innovative generando crescita in umanità e buona occupazione». 

Il messaggio si sofferma sull’agriturismo che «ricollega tra loro la coltivazione della terra e l’ospitalità, aprendo nuove prospettive per il mondo agricolo. Vorremo sottolineare l’importanza dell’agriturismo: la bellezza dei nostri territori, quando è adeguatamente custodita e valorizzata, porta in sé una forza di attrazione importante e può alimentarsi in quella sapiente cultura dell’accoglienza - frutto del lavoro di organizzazione della terra e dei beni ordinati alla produzione - e quell’attenzione per la qualità delle relazioni umane e sociali. Coltura e cultura si intrecciano in forme spesso innovative, ma anche profondamente legate alla tradizione, generando crescita e occupazione, perché sia possibile continuare ad avere cura della terra di Dio».

L’agriturismo asseconda il desiderio di tante persone di «fuggire» dalle frenesie imposte dal consumismo e dai ritmi della moderna società per ritrovare nelle campagne nuove energie fisiche e interiori. È un’occasione formidabile per aumentare la consapevolezza sul nostro patrimonio materiale e immateriale, fatto di bellezze storico-paesistiche, attività agricole compatibili con l’ambiente e opportunità di crescita sociale e spirituale».

L’agricoltura, dati alla mano, è il settore che in Italia, nel 2016, ha fatto segnare il maggior aumento dei lavoratori con un incremento del 4,9% l’anno. A favorire questo aumento è il fenomeno del ritorno alla terra di molti giovani. Ormai quasi un’impresa su dieci è condotta da giovani e in agricoltura dove sono presenti 51.123 aziende guidate da persone sotto i 35anni, in crescita del 6 per cento nel 2016. Una presenza che ha rivoluzionato il lavoro in campagna con il 70 per cento delle imprese in mano a persone sotto i 35 anni che operano in attività molto ecologiche, dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo e alle attività ricreative.

L’agricoltura sociale comprende una pluralità di esperienze non riconducibili a un modello unitario: attività sociosanitarie, educative, di formazione e inserimento lavorativo, di ricreazione. In Italia oltre tremila esperienze di agricoltura sociale con 390 cooperative sociali che danno lavoro a 4 mila occupati e sviluppano un fatturato di oltre 200 milioni di euro. I destinatari dell’agricoltura sociale sono nel 50 per cento persone disabili.

Gli agriturismi in Italia nel decennio 2006-2016 sono aumentati del 35 per cento da 16.765 a 22.661. Il 36 per cento è a conduzione femminile. Nel 2016 le aziende agrituristiche sono localizzate in 4.866 Comuni italiani e la presenza di clienti ammonta a 12,1 milioni con un aumento dell’11 per cento dei consumatori che fanno la spesa dal contadino almeno una volta al mese: in totale 30 milioni di presenze. Dal dopoguerra mai tanti italiani acquistano direttamente dagli agricoltori con una crescita esplosiva nell’ultimo decennio «da ricondurre – sottolinea la Coldiretti – all’attenzione per il benessere e la salute, ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio»: 130 mila aziende agricole italiane fanno vendita diretta e nei mercati degli agricoltori la spesa supera i 3 miliardi di euro.

Il «Giorno del ringraziamento, Thanksgiving Day» è una festa di origine cristiana celebrata negli Stati Uniti dal 1777 e in Canada dal 1872 come gratitudine a Dio per il raccolto. In Italia si celebra dal 1951- per iniziativa della Coldiretti, fondata dal novarese Paolo Bonomi il  31 ottobre del 1944 - nella seconda domenica di novembre, tra le feste di San Martino di Tours (11 novembre) e di Sant’Antonio abate (17 gennaio). Quindi la Chiesa italiana ha una lunga tradizione, che è incrementata dall’enciclica «Laudato si’ per la cura della casa comune» (24 maggio 2015) di Papa Francesco.                                                                                                                         

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