L'oratorio è in officina

Questa settimana il viaggio fra gli oratori torinesi ci porta in un’officina per la riparazione di elettrodomestici. Si tratta del "Lav-oratori", il nuovo progetto dei Giuseppini del Murialdo che accompagna i ragazzi in percorsi professionali con il metodo dell'oratorio 

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L'oratorio è in officina

Questa settimana il viaggio fra gli oratori torinesi ci ha portato anche in uno studio grafico, in un’officina per la riparazione di elettrodomestici, una per la riparazione di biciclette e in un centro di estetica.

Oratori «inediti», ma pur sempre degli oratori. Si tratta dei «LavOratori», il progetto che da alcuni mesi sta portando avanti l’Opera torinese dei Giuseppini del Murialdo, da sempre attenta alla dimensione della formazione professionale dei giovani.

I ragazzi dai 16 ai 25 anni vengono accolti in luoghi di lavoro per un minimo di otto ore alla settimana per condividere, insieme a dipendenti, lavoratori e ad una comunità educante che li accompagna, un percorso che da una parte mira ad insegnare un mestiere e dall’altra tocca gli aspetti della crescita professionale.

«Ci sono ragazzi», sottolinea don Danilo Magni, direttore dell’Opera torinese del Murialdo, «che né studiano, né lavorano e che all’oratorio non ci vanno in quanto non riescono a trovare risposte concrete al loro progetto di vita. Vivono smarrimento, sfiducia nel mondo della formazione, del lavoro, delle istituzioni, della Chiesa».

«L’idea dei ‘LavOratori’», prosegue, «è dunque quella di unire i momenti di accoglienza e aggregazione tipici degli oratori ad una prospettiva lavorativa, alla vita reale di oggi».

Non si tratta di uno stage. «Il nostro obiettivo», evidenzia don Magni, «non è quello di trovare un lavoro ai ragazzi, ma di accompagnarli come si fa negli oratori in un percorso verso l’autonomia che li porti a riscoprire le proprie capacità e carismi e a valorizzarle. I ragazzi vedono il frutto del loro lavoro».

Attualmente i «LavOratori» sono frequentati da 15 ragazzi fra i 16 e i 25 anni, per lo più disoccupati o inoccupati che hanno concluso il percorso formativo o universitari. Sono i «neet». Tra le attività lavorative ci sono quelle del Collegio Artigianelli in corso Palestro 14 e altre che hanno aderito al progetto. Nei prossimi mesi saranno le proposte ampliate con posti per altri 5 giovani.

La comunità di educatori si occupa poi di accompagnare i ragazzi alla ricerca concreta di un lavoro, anche se non è l’obiettivo primario.

A settembre tre giovani che lo scorso anno hanno vissuto il percorso sono stati chiamati da alcune aziende, adesso hanno dunque un lavoro.

«I dati sulla disoccupazione giovanile in Piemonte», commenta don Magni, «che si attesta attorno al 43%, con zone della diocesi e della città con oltre il 50% di giovani senza lavoro, devono portare al porre al centro la prospettiva del lavoro negli oratori come lo fu per i fondatori degli oratori a Torino don Giovanni Cocchi e san Giovanni Bosco. L’oratorio ha, infatti, il compito di accompagnare i giovani verso la vita adulta per essere buoni cristiani, onesti cittadini, ma anche validi lavoratori». «Non basta dunque l’accoglienza», conclude, «l’obiettivo dell’oratorio deve essere anche quello di accompagnare un giovane all’autonomia, per non illuderlo».

Per informazioni sui LavOratori: mail comunicazione@murialdopiemonte.it, sito www.operatorinesemurialdo.it

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