Insieme per essere, la pastorale giovanile della diocesi di Torino in assemblea

Il 13 febbraio a Villa Lascaris per la presentazione dei lavori in vista degli orientamenti pastorali

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La delegazione piemontese al Convegno di Pastorale Giovanile nazionale a Brindisi

"Il Cantiere e le stelle", il titolo evocativo per iniziare a Uscire, stare, riconoscere, generare, abitare, accompagnare: sono 6 azioni, 6 verbi che riassumono le dimensioni su cui la pastorale giovanile desidera interrogarsi per costruire i nuovi orientamenti diocesani che guideranno i cammini dei giovani. Il progetto è stato presentato venerdì 13 febbraio a Pianezza dall'ufficio Giovani torinese in un'Assemblea diocesana: ad accogliere l'invito tanti sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, animatori ed educatori che si sono messi in ascolto dei giovani che hanno presentato uno schema di lavoro che nei prossimi mesi porterà i gruppi che verranno costituiti all'elaborazione di un primo documento che servirà da base per una condivisone più ampia.

 

Le tappe del discernimento

Il Sinodo dei Giovani, inaugurato nel novembre 2012, ha concluso le sue fasi di ascolto e di discernimento sugli appelli dei giovani con l'Assemblea Generale dal 29 luglio al 3 agosto 2014 a Les Combes, in Valle d'Aosta.

Dai lavori intensi di quei giorni, l'Arcivescovo ha tratto l'ispirazione per il secondo capitolo della sua Lettera Pastorale, «L'AMORE PIÙ GRANDE», pubblicata l'8 settembre 2014. In essa mons. Nosiglia ha consegnato a tutta la comunità diocesana il frutto dei due anni di Sinodo, le grandi tematiche emerse e le indicazioni per proseguire il cammino. La sintesi dei lavori e il primo schema di lavoro di Les Combes sono stati ampiamente pubblicati e diffusi agli inizi di settembre.

Nei mesi successivi comunità parrocchiali, Oratori, Associazioni, Congregazioni, Movimenti e Gruppi sono stati invitati a riflettere e ad approfondirela Lettera Pastorale.I n seguito l'Arcivescovo ha presieduto i «laboratori pastorali» a Bessen Haut (Sestriere), svoltisi all 'inizio del 2015, da cui è nata una seconda bozza di schema per gli Orientamenti di Pastorale Giovanile.

Infine, dal 9 al 12 febbraio il XIV Convegno nazionale di Pastorale Giovanile a Brindisi, dal titolo «Il cantiere e le stelle», ha confermato la piena consonanza del lavoro compiuto in Diocesi con le linee del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile, offrendo nuovi spunti di discernimento, soprattutto nell'ambito della progettazione.

 

Ecco quindi lo schema delle 6 azioni che nel mese di marzo verranno approfondite dai gruppi di lavoro.

 

1. USCIRE incontro alle giovani generazioni

È la chiamata della Pastorale Giovanile. Si tratta in primo luogo di educarsi e di educare ad uscire da mentalità chiuse, dai pregiudizi ma anche, concretamente, di uscire dai luoghi tradizionali e vivere come testimoni i luoghi «altri» rispetto ai circuiti ecclesiali.

È il mandato ad andare incontro ai giovani, perché i giovani sono già fuori, entrando nella loro quotidianità.

Con una particolare attenzione ai giovani «invisibili», spesso giovani ammalati, con disabilità, con disagio, stranieri ed immigrati.

Le giovani generazioni saranno così chiamate ad «uscire» dall'adolescenza e giovinezza interminabili per «entrare» nella maturità della vita.

2. STARE in mezzo alle giovani generazioni

È lo Stile della Pastorale Giovanile, educandosi ed educando alla prossimità in tutte le relazioni.

È l'uscire per incontrare, nel senso pieno del farsi prossimo e rivelarsi fratelli, per dialogare, per scoprire, per condividere, per ascoltare.

Occorre educare ed accompagnare ad uno stile di relazioni che si apre a tutta la vita, alla fraternità, ai rapporti, amicali, familiari, affettivi.

3. RICONOSCERE l'amore più grande

Qui troviamo la sorgente della Pastorale Giovanile, per evitare che essa sia sterile e inutile, se non innestata in Cristo, vite vera (cfr Gv 15).

4. GENERARE alla vita in Cristo

È il fine della Pastorale Giovanile: educarsi ed educare nella comunità a generare alla vita fede, ad essere Chiesa in cui operano, col confronto, la collaborazione e il sostegno di tutti, gli educatori, che più segnatamente conducono la pastorale. A questo compito sono particolarmente chiamati i giovani stessi e i giovani-adulti (trentenni), così come i sacerdoti, i/le consacrati/e, i diaconi, le Associazioni, i Movimenti, i Gruppi e gli educatori professionali dove siano necessari e opportuni ... tutti coinvolti nel duplice movimento di educarsi ed educare

5. ABITARE ambiti e ambienti dei giovani

È la prassi della Pastorale Giovanile: accogliere ed essere accolti nelle realtà sociali e nei linguaggi dei giovani. Ciò significa essere presenti nei luoghi, nelle dinamiche e nella cultura della società contemporanea in cui sono immersi i giovani.

6. ACCOMPAGNARE in una pluralità di relazioni

Tutto il percorso compiuto non può che sfociare in una seria progettazione della Pastorale Giovanile. Condividere e promuovere una progettazione diocesana è stato tra gli appelli più insistenti emersi dai WORLD CAFÈ del Sinodo.

Non si possono pensare l'accompagnamento personale, la guida e la direzione spirituale così come l'accoglienza nelle difficoltà e la presenza negli ambiti e ambienti di vita senza la capacità di coordinarsi e organizzarsi sul territorio diocesano, tra Parrocchie, Oratori, Unità Pastorali, Associazioni, Congregazioni, Movimenti e Gruppi. Qui risiede il senso diocesano della Pastorale Giovanile intesa come cura educativa delle giovani generazioni.

 

Alla luce del confronto su questo schema di lavoro, le prossime tappe del discernimento sulla Pastorale Giovanile saranno:

-costituzione di gruppi di lavoro sulle singole azioni pastorali

-preparazione di una bozza da condividere ed emendare con invio a tutte le realtà diocesane

- elaborazione di sintesi da presentare a Papa Francesco quale frutto del cammino dei giovani in questi anni - nell'autunno prossimo: diffusione e sperimentazione in vista dell'approvazione.

Ecco quindi il cantiere aperto, con uno sguardo alle stelle lassù, vera guida per la progettazione di questo importante disegno.

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