Religione cattolica a scuola, la sfida ha bisogno di tutti

Il convegno il 12 marzo al Valdocco per gli insegnanti di Piemonte e Valle D'Aosta nell'anno dedicato a Don Bosco e la grande sfida educativa delle giovani generazioni. Interventi di Mons. Cerrato, vescovo di Ivrea, Don Lupano, Don Saottini, Bruno Barberis

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Religione cattolica a scuola, la sfida ha bisogno di tutti

"La scuola come periferia della società”. Ad affermarlo, giovedì scorso, presso il teatro don Bosco al Valdocco, gremito di oltre seicento insegnanti di religione cattolica, provenienti da ogni parte del Piemonte e della Valle d’Aosta, monsignor Edoardo Aldo Cerrato, vescovo della Diocesi di Ivrea e delegato per la scuola e l’educazione, dalla Conferenza Episcopale piemontese Un termine forte, ma che ben si identifica con l’attuale clima culturale, politico e sociale, che vede la scuola al centro di un perenne dibattito, apparentemente senza fine.

Così, dall’emergenza educativa di alcuni anni fa, si passa ad una analisi ancora più “pregnante”, nei contenti e nei modelli, segno che la chiesa italiana mantiene alto l’interesse e l’attenzione davanti a questo complesso ma affascinate tema: il futuro educativo e culturale delle nuove generazioni di studenti.

Una giornata di studio intensa ma produttiva, quella che si è svolta al Valdocco. Educazione, cultura, scuola, sono stati i temi centrali, sui quali si sono alternati diversi e validi relatori. Essendo l’anno del bicentenario della nascita di don Bosco, numerosi sono stati i momenti di riflessione ed  approfondimento, dedicati alla figura straordinaria di questo santo. Don Bruno Ferrero, direttore del Bolletino salesiano, ha parlato della rivoluzione educativa promossa, appunto, da don Bosco. Partendo proprio dai luoghi, dai momenti storici e sociali di un Piemonte sabaudo, che ha fatto da snodo all’intuizione di don Bosco.

Ma l’intervento più atteso della giornata è stato sicuramente quello di don Daniele Saottini, responsabile del servizio nazionale Irc. E’ stata una analisi articolata ed a tutto campo, quella di don Saottini, che ha saputo mettere in luce, i punti di forza ma anche gli interrogatici attuali che coinvolgono la materia ed il suo particolare statuto epistemologico. Una analisi a tutto campo, quella del sacerdote bresciano, ha permesso di entrare subito nel tema centrale e “caldo” delle avvalenze all’ora di Religione.

“Noi abbiamo di fronte una sfida – ha esordito davanti alla platea degli insegnanti di religione – o ci accontentiamo di statistiche abbastanza  rassicuranti in merito agli avvalenti dell’ora di Religione, circa l’88,5% su base nazionale, con un calo dello 0.4-0.5%, che ci porterà al 75% fra più di vent’anni, oppure iniziamo seriamente ad analizzare quei dati più profondi che lasciano intravedere grandi trasformazioni nella società e nel mondo della scuola”.

 L’intervento di don Saottini, è poi proseguito sulla necessità di sostenere le famiglie ed i ragazzi che si avvalgono dell’Irc, accanto ad un aiuto concreto a favore delle istituzioni scolastiche affinchè non emarginino ma valorizzino questa disciplina. Queste le grandi sfide che attendono la Chiesa e la categoria, nei prossimi anni. Sfide che non potranno essere disattese, ma affrontate, come sempre, con competenza e rigore intellettuale da parte degli insegnanti di Religione, affiancati dalla Chiesa.

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