Il museo diocesano di arte sacra di Tortona

Ecco un nuovo tesoro di documenti e storie che raccontano la vita di una comunità e della chiesa locale

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Il museo diocesano di arte sacra di Tortona

La ricchezza storico-culturale e spirituale dell’arte sacra è talmente importante e sconfinata che spesso ce ne sfugge il profondo significato e così la sua straordinaria e reale portata. Il Concilio Vaticano II – nella terza Costituzione sulla Sacra Liturgia, n. 125 – riafferma “l’uso di esporre nelle chiese alla venerazione dei fedeli le immagini sacre” (d’altronde, come è noto, fu già il secondo Concilio di Nicea, celebrato nel 787, a spiegare il significato e la liceità del culto delle immagini, confermato dal successivo quarto Concilio di Costantinopoli). Nel messaggio di Paolo VI agli artisti, a conclusione del Concilio, egli si esprimeva con queste efficaci parole: “La Chiesa ha fatto da tempo alleanza  con voi.

Voi avete edificato e decorato i suoi templi, celebrato i suoi dogmi, arricchito la sua liturgia. Voi l’avete aiutata a tradurre il suo divino messaggio nel linguaggio delle forme e delle figure, a rendere avvertibile il mondo invisibile”. Con acuta intelligenza il beato Paolo VI aveva colto il valore centrale del rapporto tra arte e religione: vale a dire quello di rendere visibile la bellezza invisibile delle realtà celesti.

Come ricordava il cardinale Gianfranco Ravasi “Nello stampo limitato della parola, della forma, dell’immagine, del suono, l’artista cerca, infatti, di far balenare l’infinito e l’eterno. Come affermava uno di loro, Joan Mirò, l’arte  non rappresenta  il visibile, ma rende visibile l’Invisibile, si affaccia sugli abissi dell’essere e dell’esistere…”.

Fatta questa rapidissima premessa, è veramente lodevole lo sforzo compiuto in questi anni dalla Diocesi di Tortona per allestire il nuovo Museo diocesano d’arte sacra che, insieme alla Biblioteca del Seminario e all’Archivio, va a completare il Polo culturale della Diocesi, grazie all’impegno profuso in questi anni dalla Curia vescovile e soprattutto dal competente Ufficio dei Beni culturali. Di questo importante traguardo può essere veramente fiero il vescovo emerito di Tortona mons. Canessa, il quale lascia in consegna al suo successore padre Vittorio Francesco Viola (che dal 14 dicembre è il 107° successore di San Marziano) un ricco patrimonio di arte, cultura e fede.

Il Museo è ubicato all’interno dell’ala meridionale del complesso edificio del Seminario di Tortona. Nei locali al piano terra si trovano la sala di accoglienza con il front office ed il book shoop e l’aula didattica; la Sala Loreto, con dipinti, sculture, reliquari e paramenti sei-settecenteschi della chiesa di Santa Maria di Loreto (chiusa al culto nel 1973); la sala con alcune pergamene e carte dell’Archivio storico, ed alcuni fogli del Codice purpureo di Sarezzano. Al primo piano vi è la galleria che raccoglie testimonianze dei vescovi di Tortona del Cinquecento e della prima metà del Seicento (con alcuni calici, ritratti e paramenti); una sala con opere del Quattrocento e del Cinquecento (con dipinti su tavola e un gruppo scultoreo in terracotta).

Al secondo piano, invece, vi è la galleria dei ritratti di alcuni vescovi fra Sei e Settecento, con l’esposizione di simboli vescovili come mitre e pastorali ed alcuni calici appartenuti a presuli tortonesi; infine, vi è la sala con opere dei secoli XVIII-XIX provenienti dall’Oltrepo pavese e dal versante ligure piemontese della Diocesi (che, ricordiamo, è quella che ha l’estensione territoriale maggiore fra tutte le sette Diocesi della Provincia ecclesiastica ligure). Da questo punto di vista è interessante il fatto che le varie opere provengano dalle diverse zone del vasto territorio della Diocesi, che è situato tra le province di Genova, Alessandria e Pavia.  

Tra le opere più insigni presenti in questa bellissima Collezione è da segnalare il Trittico con Madonna e Bambino in trono, con Santi e donatore (1499)  di Macrino d’Alba, opera di notevole valore per la perfezione stilistica, il vasto e suggestivo impianto coloristico e per la forte spiritualità che emanano le figure ritratte.

Non ci resta che consigliare una visita a questo interessante Museo diocesano, auspicando anche che scuole e gruppi, a cui possono essere dedicati particolari orari su prenotazione, si veda il sito: www.diocesitortona.it approfittino di questo importante patrimonio reso degnamente e comodamente fruibile  da tutti.

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