Gotti Tedeschi: "Vivere da cristiani? Ci vuole coraggio"

A colloquio con il banchiere ed economista italiano. La lezione di san Escrivá. L'adesione all'Opus Dei.

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Ettore Gotti Tedeschi

«Che la vita non sia sterile, ma lasci traccia», insegnava san Josemaría Escrivá. E aggiungeva: «Incendia il cammino col fuoco di Cristo». Ed è questo lo spirito dell’Opus Dei, ancora oggi. A testimoniarlo, venerdì scorso a Torino, nell’auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’associazione Aec per le attività educative e culturali ha chiamato un testimone d’eccezione: Ettore Gotti Tedeschi, economista e banchiere, già presidente dello Ior, apprezzato da Benedetto XVI tanto da essere consultato per la stesura dell’enciclica Caritas in veritate, oggi presidente del Banco Santander Italia. Titolo dell’incontro: «Amare il mondo appassionatamente: lo spirito dell’Opus Dei». Al centro della riflessione, una domanda scomoda: è facile vivere da cristiani oggi? Che parte da una domanda di senso: come vivere in coerenza la fede?

Allora è facile vivere da cristiani oggi? «No, non è facile», risponde lapidario Gotti Tedeschi. «Ci vuole coerenza, senso di responsabilità, ma soprattutto quello che chiamo un “piano di vita”: facciamo piani per qualsiasi cosa, per la casa, per i figli, per il lavoro e non pensiamo di pianificare la nostra vita perché abbia senso nel mondo…». O come diceva Escrivá, perché «disegni cammini divini sulla terra». Ed eccolo il piano di Gotti Tedeschi per vivere da cristiano una vita coerente con la fede in mezzo al mondo, così come insegna l’Opus Dei. E sulla crisi economico-finanziaria: "E' figlia di comportamenti immorali".

Diceva ancora Escrivá: “Un apostolo di questo secolo sa trasformare un’ora di studio in un’ora di preghiera”. Cioè, bisogna dare senso al lavoro, finalizzarlo. Vivere in coerenza con la fede nelle azioni di ogni giorno calati nel mondo. Non è facile, ripete in chiusura Gotti Tedeschi. Ci vuole impegno, cioè un “piano di vita”. Ma la posta in gioco è altissima. «La fede cattolica o è integralista o non è. Dico sempre a chi ci vorrebbe far scendere a compromessi col mondo: Gesù non è morto parzialmente, né risorto temporaneamente. Il mondo cattolico è a un bivio: o aiutiamo gli altri a convertirsi, o facciamo compromessi col mondo, oppure ci immoliano al martirio». San Escrivá e l’Opus dei hanno fatto la loro scelta tanti anni fa: vivere la fede con coerenza, ogni giorno.

Leggi l'intervista integrale sull'edizione de il Nostro Tempo del 9 Novembre 2014

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