Con le scarpe sporche di fango la Gmg di Cracovia continua oggi

C'erano anche oltre duemila giovani torinesi con la Pastorale giovanile della diocesi al Campus Misericordiae per la Veglia e la Messa finale della Gmg di Cracovia presiedute da Papa Francesco. Per loro oggi si apre la sfida di lasciare la propria impronta nella storia rispondendo con la fraternità a paure e violenze

Parole chiave: gioventù (1), Gmg (43), Cracovia (26), giovani (205), Papa Francesco (256), Torino (730)
Con le scarpe sporche di fango la Gmg di Cracovia continua oggi

Hanno le scarpe sporche di fango, il viso bruciato dal sole, la stanchezza per i chilometri di cammino percorsi con il caldo e con la pioggia, le code infinite per guadagnarsi un pezzo di pane e una bottiglietta d’acqua, uno dei beni più preziosi alle Gmg, ma il loro cuore è infiammato dagli incontri con i giovani del mondo, con il Papa, con le risposte alle tante domande che ciascuno ha portato con sé, i propri progetti e sogni e, soprattutto, l’incontro con Gesù.

La stanchezza non cede mai alla gioia di cantare, ballare, urlare, scambiarsi bandiere, braccialetti e spille, dialogare con i coetanei che ci si trova accanto di provenienze diverse, ovunque, ad ogni ora.

E così si continua a cantare anche nei 13 km a piedi sotto il sole cocente della Polonia che tutti percorrono per arrivare al Campus Misericordiae, a Brzegi, alle porte di Cracovia, la città di san Giovanni Paolo II, sede della XXXI Gmg.

Tra il mare senza orizzonte di un milione e 600 mila ragazzi convenuti da ogni angolo del pianeta al Campo della Misericordia c’erano anche gli oltre duemila giovani torinesi, che guidati dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia hanno partecipato alla Gmg con l’Ufficio di Pastorale giovanile della diocesi, riuniti per la Veglia di preghiera di sabato 30 e per la Messa finale di domenica 31 luglio presiedute da papa Francesco.

Tutti loro nella settimana della Gmg hanno dimostrato di non voler essere la generazione della «divano-felicità», che il Papa ha delineato in un discorso che nella notte dei giovani ha scosso il loro cuore e certamente quello del mondo, ma quella che con coraggio si mette a camminare, e continua a marciare per essere liberi e svegli lottando per il proprio futuro come hanno urlato rispondendo alle sollecitazioni di Francesco.

L’immagine che più rimarrà impressa nel cuore dei ragazzi è quel gesto semplice, ma profondamente simbolico, di prendersi tutti per mano e pregare insieme, una catena, o meglio un «ponte», composto da quasi due milioni di giovani provenienti da parti del mondo e situazioni completamente diverse che insieme vogliono costruire il proprio futuro senza paure contro ogni forma di violenza. Una forza di speranza che è proprio la risposta alla violenza e al terrorismo e che, come ha indicato il Papa, si chiama «fraternità», parola chiave nelle Gmg, una forza che non può più rimanere invisibile agli occhi del mondo.

«Il tempo che oggi stiamo vivendo – ha evidenziato il Papa - non ha bisogno di ‘giovani-divano’, ma di giovani con le scarpe, meglio ancora, con gli scarponcini calzati. Questo tempo accetta solo giocatori titolari in campo, non c’è posto per riserve. Il mondo di oggi vi chiede di essere protagonisti della storia perché la vita è bella sempre che vogliamo viverla, sempre che vogliamo lasciare un’impronta».

Ed ecco allora un ponte illuminato dalla luce di piccoli lumini che moltiplicati per la moltitudine di ragazzi hanno irradiato il Campo della Misericordia. Sì perché la Gmg 2016 è stata vissuta dai giovani nel cuore dell’Anno Santo e ha rappresentato il Giubileo della Gioventù. Centrale, infatti, nelle catechesi dei Vescovi, negli incontri con l’Arcivescovo Nosiglia, quelli con il Papa, nei pellegrinaggi ai santuari, nelle diverse riflessioni, la parola misericordia collegata al tema della Gmg «Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia».

E l’immagine del Volto di Gesù misericordioso, posta dietro al palco papale sia al parco Blonia a Cracovia che al Campus Misericordiae, ha guardato il cuore dei ragazzi. Quel Volto proiettato sui maxischermi ha sfiorato gli occhi di ciascuno, impossibile «non lasciarsi guardare» e scuotere anche solo per un istante da quel Volto, pronto ad accogliere sempre senza giudizi.

«Abbiamo compreso il significato profondo della misericordia – sottolinea Agnese Martino della parrocchia Sant’Anna di Torino – che è lo stile che ci deve accompagnare ogni giorno, ma soprattutto abbiamo vissuto la parola fraternità che abbiamo sperimentato nell’esperienza dell’accoglienza in famiglia e nelle parrocchie, accolti come figli. Misericordia e fraternità sono le parole che dovremmo custodire tornati a casa riflettendo anche sugli appelli dell’Arcivescovo Nosiglia e del Papa all’accoglienza dei migranti».

E così i «giovani del Papa» sono pronti a lasciare la loro impronta nella storia.

«Ci sentiamo amati, non abbiamo paura, siamo pronti a raccogliere i frutti – afferma Andrea Piccirillo delle parrocchie di Rivoli che insieme, guidate da don Andrea Zani, hanno vissuto la Gmg».

La Gmg ha ampliato i nostri orizzonti – dice Benedetta della parrocchia San Giacomo e Filippo di Sommariva del Bosco – ci ha fatto comprendere che non possiamo essere giovani paralizzati ma ora tocca a noi portare la gioia nelle nostre case e comunità. Continua Chiara Mitton, la responsabile del gruppo, «abbiamo capito che la Chiesa è più ampia dei nostri gruppi e che in rete possiamo veramente lasciare la nostra impronta».

E ancora Matteo Basile della parrocchia Patrocinio di San Giuseppe di Torino, «dopo la Gmg ho compreso più a fondo il senso pieno del mio servizio di animatore in parrocchia, porterò lì questa nuova energia».

Il Papa nella Messa della domenica commentando il Vangelo dell’incontro fra Gesù e Zaccheo ha lasciato un programma ai ragazzi che inizia da subito.

Papa Francesco ha invitato a superare nell’incontro con Gesù, nella propria vita e nel servizio, tre ostacoli: «la bassa statura, la vergogna paralizzante e la folla mormorante».

«Sembrava che il Papa parlasse proprio a me, che conoscesse le situazioni che vivo ogni giorno - condivide Martina Chironna - della parrocchia Sant’Anna di Torino».

La Gmg è dunque iniziata per i giovani di Torino nel pomeriggio del 1 agosto, quando sono rientrati nelle proprie case, e continua proprio con quelle scarpe calzate sporche di fango del Campus Misericordiae che avevano ai piedi, con cui i ragazzi torinesi sono pronti ad «incendiare» le proprie parrocchie, oratori, gruppi, associazioni e la società civile, senza più paura. Certamente rimane il grazie alla Polonia. «Dziekuje!».

Tutti i diritti riservati

Giovani

archivio notizie

18/01/2018

Io voto perchè

Dall’11 gennaio un canale YouTube aperto da «La Voce e Il Tempo» in collaborazione con La Pagina dei Saperi della Pastorale Universitaria della diocesi #Iovotoperchè VoceTempo pubblica piccoli video con le dichiarazioni dei giovani che fra due mesi, il 4 marzo, voteranno alle Elezioni Politiche 

15/01/2018

Caritas Torino, i giovani del Servizio civile alla scuola dell'Opera Barolo

Venti giovani del servizio civile nazionale, in formazione presso la Caritas diocesana di Torino, accompagnati da Graziella Fallo ed Ivan Andreis, hanno vissuto una mattina di formazione all’Opera Barolo. Ecco il racconto di una di loro 

11/01/2018

Un premio per il Politecnico di Torino, con 5 dipartimenti finanziati

L'Agenzia nazionale perla Valutazione premia l'eccellenza torinese. 41 milioni di euro in cinque anni per le aree di eccellenza dell’Ateneo individuate 

23/11/2017

I giovani il 10 agosto pregheranno davanti alla Sindone verso il Sinodo

I giovani piemontesi il 10 agosto pregheranno davanti alla Sindone prima di partire alla volta di Roma per il raduno della gioventù italiana con Papa Francesco in vista del Sinodo dei Vescovi sui giovani