La grande trasformazione, Torino che cambia

Da aprile il viale che attraversa Torino da nord a sud

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La grande trasformazione, Torino che cambia

Le spettacolari immagini che pubblichiamo in queste pagine, scattate da Massimo Masone il 15 febbraio dal grattacielo Sanpaolo, documentano l’avanzamento dei lavori del viale automobilistico in allestimento sulla copertura del Passante Ferroviario in corso Inghilterra all’altezza di Porta Susa. L’asfaltatura è completata, i grandi lampioni bianchi stanno prendendo posizione. Fra un mese e mezzo – entro i primi giorni di aprile – l’arteria automobilistica sarà aperta alla circolazione da corso Vittorio Emanuele fino a oltre corso Regina Margherita con attraversamento sotterraneo di piazza Statuto. A fine maggio sarà attivato un ulteriore prolungamento del viale fino a piazza Baldissera (Stazione Dora) con l’attraversamento del fiume Dora su nuovo ponte automobilistico.

Per la mobilità è una rivoluzione di significato simile a quello prodotto dieci anni fa dalla Linea 1 di metrò: sia per coloro che devono raggiungere Porta Susa e piazza Statuto (con il vicino centro storico e con i servizi dell’area stazione: Tribunale, Città Metropolitana, Politecnico, Sanpaolo), sia per coloro che attraversando Torino in direzione Nord-Sud vedono drasticamente ridotti i tempi necessari a spostarsi in auto dalla Crocetta alla periferia nord.

Il taglio del nastro del viale arriverà alla vigilia delle elezioni comunali, si presta a un po’ di vetrina politica, ma rappresenta un traguardo di proporzioni immensamente superiori alla vicenda elettorale: una soddisfazione, per così dire,  collettiva, di tutta Torino, «che grazie al viale vedrà accorciare moltissimo i tempi e l’efficienza degli spostamenti da un punto all’altro della città - commenta Claudio Lubatti, assessore ai Trasporti – Vedremo modificare le abitudini, la scelta dei percorsi in auto: non più costretti a lunghi giri periferici per attraversare Torino; non più dispersi nelle vie dei quartieri che fiancheggiano corso Mediterraneo, corso Inghilterra, corso Principe Oddone, ma incanalati nel viale di grande scorrimento a doppia corsia».

Il disegno del viale – come questo giornale ha fatto osservare molte volte – è ancora incompleto: manca il segmento conclusivo all’estremo nord di Borgo Vittoria, fra piazza Baldissera e corso Grosseto (innesto autostrade). Esistono i progetti di prolungamento, ma non sono ancora finanziati: il ritardo che colpisce le periferie documenta, a nostro avviso, una certa distrazione della città rispetto ai quartieri che non entrano nei circuiti del business, del turismo e che avrebbero pressante bisogno di collegamenti. Invece restano indietro. «L’intuizione urbanistica della copertura del Passante Ferroviario – osserva complessivamente l’assessore all’Urbanistuica Stefano Lorusso – rappresenta un asse fondamentale della trasformazione di Torino: sta connettendo due porzioni di città che erano separate; realizza una nuova centralità di funzioni urbane attorno alle nuove vocazioni della città: innovazione, università, cultura».

Porta Susa. L’apertura del viale libererà la stazione ferroviaria dalla gabbia di cantieri e  transenne entro cui opera dal 2009. Scopriremo che lo scalo sotterraneo, con la sua lunga copertura di vetro e metallo, non è nato per affacciarsi solo nel vicolo congestionato di corso Bolzano angolo corso Matteotti, ma per aprirsi ai flussi di torinesi e di pendolari sul doppio fronte aperto di corso Inghilterra e corso Bolzano. I nuovi marciapiedi di corso Inghilterra sono stati allestiti nelle scorse settimane, appaiono scanditi da torrette di colore rosso fra i varchi passeggeri. Rispetto ad oggi, raggiungere Porta Susa da corso Inghilterra sarà un’operazione molto più comoda e rapida. A partire da aprile il combinato del viale, della stazione ferroviaria, delle stazione di metropolitana (con accessi da Porta Susa e dal marciapiede di corso Inghilterra), del terminal per i bus in corso Bolzano darà forma a un concetto spesso annunciato nell’ultimo decennio, ma ancora da visualizzare: nasce il più grande snodo torinese di interscambio fra trasporti pubblici e privati, locali, regionali e nazionali. Gli agenti immobiliari sanno che gli appartamenti di corso Inghilterra sono fra i pochi che resistono alla crisi del mattone: sorgono a 3 minuti da Porta Nuova (metrò), 10 da Lingotto, 10 da Collegno, ma anche a 45 minuti da… Milano (Frecciarossa).

Piazza Statuto.  Il nuovo viale supererà piazza Statuto in sotterranea, infilandosi in una galleria di 600 metri. Finirà sotto terra circa il 60% delle auto che oggi si muovono nel disordinato crocevia della piazza. I flussi di traffico in direzione Nord-Sud cesseranno di incagliarsi nella fiumana di auto provenienti da corso Francia. Il riordino della viabilità e degli arredi nella piazza dev’essere ancora progettato; viene annunciato per i mesi a venire.

Corso Matteotti. Oggi corso Matteotti si ferma in corso Bolzano presso la stazione di Porta Susa; domani sarà prolungato nell’area ferroviaria, incrocerà il nuovo viale di corso Inghilterra e proseguirà in via Cavalli. Gli uffici tecnici del Comune stanno elaborando il progetto definitivo di questo raccordo destinato a rivoluzionare ulteriormente le vie di comunicazione. Per procedere manca la firma delle Ferrovie, che sono proprietarie del terreno e attendono un chiarimento sul finanziamento dell’opera.

Santo Volto, Environment. Da maggio il nuovo viale accorcerà le distanze fra il centro di Torino e il polo diocesano del Santo Volto, cui si perviene tramite la bretella sotterranea del tunnel Donat-Cattin in corso Mortara. L’intero percorso di corso Mortara, corso Principe Oddone, corso Inghilterra sarà dotato di pista ciclabile. A due passi dal Santo Volto anche il parco scientifico tecnologico Enviroment Park punta sul viale automobilistico per accorciare le distanze con il centro e Porta Susa: è allo studio un raccordo stradale dedicato agli imprenditori e ai ricercatori, molti internazionali, che nell’Enviroment mettono a punto la tecnologia di domani.

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