Dialogo islam cristianesimo, Torino per la pace e la convivenza

Il cammino del dialogo, dell’incontro e della pace prosegue: venerdì 4 dicembre alle 18.30 si tiene una nuova marcia della Pace «#NotInMyName» con partenza dalla parrocchia Maria Speranza Nostra (via Chatillon 41) e arrivo alla Moschea di via Sesia 1

Parole chiave: pace (90), islam (60), dialogo (74), convivenza (4)
Dialogo islam cristianesimo, Torino per la pace e la convivenza

Salām, Shalom, Pace. Una parola dalla radice comune che nella serata di sabato 28 novembre è stata condivisa e invocata in una marcia contro la violenza e il terrorismo dalla Moschea di via Genova 268 alla parrocchia Assunzione di Maria Vergine del Lingotto. Cristiani, musulmani e una rappresentanza della comunità ebraica hanno camminato insieme lungo via Nizza, pregato, dialogato come fratelli nel nome dell’unico Dio della pace e della misericordia condannando fermamente ogni atto di violenza in nome di Dio, come più volte ha invitato Papa Francesco, da ultimo il 30 novembre incontrando la comunità islamica della Moschea di Bangui in Centrafrica.

Ad aprire il corteo, gli uni accanto agli altri, l’Imam della Moschea Abdelghani El Rhalmi, presidente della Federazione islamica del Piemonte, e don Geppe Coha, parroco dell’Assunzione di Maria Vergine, promotori dell’iniziativa, insieme a Mustapha El Hayraoui, presidente della Confederazione islamica italiana, Paolo Bernardi, della comunità ebraica di Milano e don Tino Negri, direttore del Centro diocesano per il dialogo cristiano-islamico Federico Peirone. Davanti alla chiesa dell’Assunzione si è poi svolto un momento di preghiera interreligioso con la lettura di testi biblici e del Corano, canti e invocazioni secondo le diverse tradizioni, a cui è seguito un tempo di dialogo e confronto.

«No alle guerre, no all’odio, no al terrorismo!» Ha esclamato il rappresentante delle comunità islamiche italiane Mustapha El Hayraoui. «Il dialogo è l’unico strumento per conoscere l’altro e le altre culture – ha affermato – dalla diversità si raggiunge la vera armonia e ci si arricchisce». Ha invitato ad aprire il dialogo e continuare a camminare insieme a partire dagli ambienti della vita sociale, nelle scuole, nelle università. «Oggi abbiamo acceso una luce – ha proseguito l’Imam Abdelghani El Rhalmi - che esce dalla Moschea e va verso la Chiesa per incontrare i nostri fratelli e condividere un pezzo di strada insieme, una luce di pace che irradia questi giorni oscuri, una luce che viene dal nostro Dio comune che è il Dio della pace».

«Nella storia ci sono ‘giorni cattivi’ – ha sottolineato don Coha - giorni in cui sembra prevalere il male, il buio e che assumono il volto di chi usa la religione e il nome di Dio per uccidere, dividere, seminare paura e odio. In questi giorni l’apostolo Paolo (Ef 6,13-15) ci suggerisce di prendere l’armatura di Dio in cui l’armamentario del guerriero viene trasformato. Le nuove armi, che anche noi siamo chiamati a brandire, sono infatti il desiderio e la ricerca della verità, attraverso l'ascolto e il dialogo; l'impegno per la giustizia, gli uni a fianco agli altri; l'annuncio della buona notizia della pace, secondo le nostre rispettive tradizioni; la fiducia in Dio presente in ciascuno, che spenga in noi la tentazione di vedere in chi è diverso un nemico prima di conoscerlo, di aver parlato con lui, di aver condiviso un pezzo di strada». Le diverse comunità si sono infine riunite per un momento conviviale di condivisione e di festa a testimoniare la gioia dell’incontro e della conoscenza fra le diversità.

Con lo stesso spirito mercoledì 25 novembre presso la Moschea Taiba in via Chivasso numerosi fedeli delle diverse religioni si sono riuniti per pregare e incontrarsi per superare diffidenze e paure. Un incontro, promosso dalla rete del dialogo cristiano-islamico di Torino, che ha posto al centro la conoscenza reciproca ed in particolare la preghiera comune per le recenti vittime della violenza nelle stragi di Parigi, del Mali, in Africa e Medio Oriente.  Si è infatti pregato nelle diverse tradizioni alternando la lettura di versetti del Corano, delle beatitudini evangeliche a momenti di silenzio e canti.  «Sulla via di Dio, non c'è odio, né violenza, né vendetta». Era il tema della serata in cui tutti si sono presi per mano per camminare insieme su questa via. «Un momento di autentica condivisione e amicizia fra culture e religioni – ha commentato don Fredo Olivero, dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti della diocesi». «Ognuno di noi – ha sottolineato Enrico Peyretti del Centro Studi Sereno Regis - ha il suo proprio cammino. Ma c'è un cammino comune: invece dell'odio la fratellanza, della violenza il dialogo e l'accordo, della vendetta la riconciliazione e la costruzione della pace. Continuiamo, musulmani e cristiani cittadini di questa nostra città, a conoscerci, a stimarci e aiutarci, a sviluppare la forza umana nonviolenta, per affrontare insieme i problemi ed eliminare le ingiustizie che spingono gli ignoranti e i superbi a fare violenza».

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