Crisi politica a Moncalieri, lascia il sindaco Paolo Montagna

Il primo cittadino moncalierese Paolo Montagna (Pd) si è dimesso. Nel Consiglio comunale del 27 ottobre la maggioranza si è spaccata. Il Comune va verso il commissariamento

Crisi politica a Moncalieri, lascia il sindaco Paolo Montagna

Il sindaco di Moncalieri Paolo Montagna (Pd) nella serata del 27 ottobre ha rassegnato le dimissioni durante il Consiglio comunale con all’ordine del giorno la delibera sul rendiconto della variazione di bilancio che non è passata, con 13 voti contrari e 12 a favore.

Una decisione, arrivata dopo mesi di instabilità con alcuni Consigli comunali annullati per la mancanza del numero legale, riconducibile alla divisione della maggioranza sull’urbanistica e la riqualificazione delle aree dismesse moncalieresi, in particolare il progetto dell’ex fabbrica Dea (100 milioni di euro), presentano dalla società Nuovaedilopera, fermo da dieci anni, che il Tar del Piemonte il 19 ottobre con un’ordinanza aveva stabilito ritornasse in Consiglio comunale per una «votazione più chiara».

Il sindaco, eletto nel 2015, avrebbe riportato in Giunta il caso Dea come stabilito dal Tar entro il 30 novembre, ma non c’è stato il tempo; i moderati, principali alleati del Centrosinistra guidati da Mimmo Portas, il 27 ottobre hanno votato contro la delibera sulla variazione di bilancio.

«Il provvedimento», sottolinea il sindaco Montagna, «prevedeva lo stanziamento di 600 mila euro per le famiglie alluvionate, la riqualificazione di strade, marciapiedi e la sicurezza delle scuole».

Situazione analoga si verificò a Moncalieri nel 2007 quando le faide interne provocarono la caduta del sindaco Angelo Ferrero che venne bocciato in aula dalla sua stessa maggioranza sempre per la questione delle fabbriche abbandonate.

Il sindaco dimissionario nel suo ultimo intervento in Consiglio comunale, in cui ha annunciato di farsi da parte, ha lasciato ventilare l’ipotesi di una sua possibile ricandidatura.

Montagna ha tempo fino al 16 novembre (20 giorni dal 28 ottobre) per tornare sui suoi passi e ricomporre la crisi politica. «Rimango a servizio del bene comune di Moncalieri», ha sottolineato Montagna, «sono stato tradito dai moderati che non hanno votato una misura a beneficio della città».

Se non si ricucirà la crisi e Montagna non ritirerà le dimissioni, che dal 16 novembre diventeranno irrevocabili, per Moncalieri, la quinta città del Piemonte, si aprirà dunque lo scenario del commissariamento e delle conseguenti elezioni la prossima primavera. 

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