Via Crucis: l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte

Francesco ha presieduto la sua quarta Via Crucis al Colosseo. Le meditazioni del Card. Bassetti e la preghiera del Papa alla Croce Santa

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Via Crucis: l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte

Quattordici stazioni. La Via Crucis preparata dal Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve si svolge in un clima di raccoglimento e di preghiera. Numerosissimi i fedeli presenti, nonostante i timori per la sicurezza. I controlli sono stati capillari ma discreti. Il vento soffia sostenuto e costringe Papa Francesco ad indossare sciarpa e cappotto, ma regala anche bellissime immagini facendo danzare il fuoco delle fiaccole e delle lanterne.

Molti gli spunti di riflessione sui problemi del nostro tempo: l’indifferenza davanti alle difficoltà dei migranti, il dramma dei cristiani perseguitati, la disoccupazione e lo sfruttamento dei bambini. E tutte le situazioni di sofferenza che sembrano non avere senso. Gesù, “scarto tra gli scarti”, “ultimo con gli ultimi”, “naufrago tra i naufraghi”, prende su di sé il male del mondo e non risponde al male con il male, ma trasforma la morte nella vita eterna.

La preghiera di Papa Francesco

Al termine della Via Crucis il Santo Padre legge una preghiera scritta appositamente da lui per questa occasione. Una preghiera alla Croce di Cristo. Trentatrè invocazioni nelle quali Francesco ha condensato il male e il bene del nostro tempo.

Le persecuzioni e le migrazioni

Così vediamo la Croce di Cristo eretta “nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco”. La vediamo “nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, che fuggono dalle guerre e dalle violenze” e che spesso non trovano che “la morte” e “tanti Pilati con le mani lavate”.

Fondamentalismo e laicismo

Tra i mali di oggi ci sono il fondamentalismo ed il terrorismo di chi “profana il nome di Dio” e lo utilizza “per giustificare inaudite violenze”. Ma c’è anche chi vorrebbe togliere la Croce dai luoghi pubblici ed escluderla dalla vita pubblica “nel nome di qualche paganità laicista” o addirittura “in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato”.

Trafficanti d’armi e corrotti

La Croce di Cristo la vediamo ancora oggi nei “potenti” e nei “venditori di armi” che alimentano “la fornace delle guerre” con “il sangue innocente dei fratelli”. Nei traditori che “per trenta denari consegnano alla morte chiunque”. Nei ladroni e nei corrotti che “invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità”.

Inquinamento e cultura dello scarto

Tra mali ci sono quelli dei “distruttori della nostra casa comune” che con egoismo “rovinano il futuro delle prossime generazioni”. Ma la Croce è anche quella degli anziani “abbandonati dai propri famigliari”, dei disabili e dei bambini denutriti e scartati “dalla nostra egoista ed ipocrita società”. La troviamo nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo, divenuti “un insaziabile cimitero” immagine della nostra “coscienza insensibile e narcotizzata”.

Non solo male

All'ombra della Croce ci sono anche segni e testimoni di speranza: persone “buone e giuste” che “fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri”. Suore e consacrati, “buoni samaritani”, che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, “le ferite delle povertà e dell’ingiustizia”. Persone semplici, che “vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti”. Pentiti, che sanno gridare, dalla “profondità e della miseria dei loro peccati”: “Signore ricordati di me nel Tuo regno!”.

Alla fine il bene trionferà

Non dobbiamo avere paura, perchè l’apparente “vittoria del male” si dissipa davanti “alla tomba vuota” e di fronte alla “certezza della Risurrezione”. La Croce ci mostra Dio, “che ama fino alla fine” e ci insegna che “l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte” e nulla può sconfiggere, “oscurare o indebolire” l’amore di Dio.

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